Oggi ho installato sul mio unico computer di casa che ancora monta Windows (un vecchio XP SP2) la prima versione stabile di LibreOffice, rilasciata appena qualche giorno fa.
Per chi non conoscesse tutti gli antefatti, un breve riassunto. Oracle, colosso mondiale dei database, compra nel 2009 Sun Microsystem per 7.4 miliardi di dollari. Lascia decantare un annetto l'acquisizione e poi comincia a sbarazzarsi sistematicamente di tutti i progetti open source acquisiti assieme a Sun.
Per primo è colpito PostgreSQL (luglio 2010), visto come diretto competitor dell'azienda che ha appena acquistato MySQL e comunque possiede anche soluzioni proprie, la quale spegne senza preavviso alcuni server fondamentali per il progetto. In agosto viene fermato definitivamente lo sviluppo di OpenSolaris.
La politica di Oracle è quella di appoggiare e sfruttare l'open source in tutto ciò che fa comodo ed osteggiarlo in tutto il resto. Così Oracle entra nella Linux Foundation e poi cerca di distruggere Red Hat ed attacca Android. Sì perchè Android fa largo uso di Java, anch'esso acquisito da Sun la quale più che cercare di ottenere soldi dai brevetti, cercava di costruire software attorno alla sua piattaforma. Oracle invece si butta subito sui brevetti ed attacca il competitor con il portafogli più cospicuo, Google appunto.
Che anche OpenOffice potesse finire nella scia distruttiva di Oracle era facile ad immaginarsi. Seguendo la filosofia "o soldi o morte" Oracle decide di modificare la licenza di OpenOffice per poterne ricavare più denaro. Gli sviluppatori, già scontenti dell'amministrazione di Sun, non ci vedono più e fondano la Document Foundation con l'obiettivo di creare un fork di OpenOffice guidato dalla comunità e completamente aperto, lontano dalle grinfie di Ellison.
La DF nasce nel settembre 2010, e si propone immediatamente di far uscire come prima versione della suite LibreOffice, una copia di OpenOffice 3.3 con in aggiunta le modifiche solitamente apportate da Novell alla suite ed alcune feature previste per OpenOffice 3.4.
Grazie ad una comunità entusiasta del progetto ed alle numerose aziende che hanno deciso di supportarlo (Red Hat, Novell, Google, FSF, Gnome Foundation, Canonical ed altre) siamo dunque già alla prima release stabile.
Per ora LibreOffice non è altro che un clone di OpenOffice con ben poche differenze. Come già detto sono presenti alcuni plugin aggiuntivi e bug fix. Ma la comunità di sviluppatori che ruotano attorno al progetto è cresciuta tantissimo (hanno già superato i 100 sviluppatori attivi) e con ogni probabilità continuerà a crescere dando al progetto grandi potenzialità. Speriamo che la comunità riesca a rendere questo progetto dinamico e moderno.
Con le maggiori distribuzioni già pronte a rimpiazzare OpenOffice con LibreOffice (che vediamo già tra i pacchetti experimental di Debian ed è prevista come suite ufficiale per Ubuntu 11.04) sono convinto che presto OpenOffice verrà abbandonato dai più. Oracle è una azienda che fattura più di 20 miliardi di dollari. Con ogni probabilità qualunque entrata gli procuri OpenOffice sarà troppo piccola perchè valga la pena per l'azienda compiere lo sforzo. La sperenza dunque è che Oracle alla fine molli i diritti del nome OpenOffice che gli sviluppatori di LibreOffice sarebbero ben contenti di riprendere. Ma dubito che Oracle potrà mai fare un favore a qualcuno senza un tornaconto.